Ho passato la festa dei lavoratori alternando cazzeggio e studio (compitino di Gestione dell’Informazione Aziendale in vista…).
Sto ascoltando con piacere i Dire Straits, nuova “fissa” musicale di questo periodo. La mia evoluzione musicale è stata strana, a pensarci bene: ho iniziato ad appassionarmi veramente alla musica (ascoltata) tra, diciamo, la fine della scuola media e il liceo con gli Oasis. A quel tempo desideravo ardentemente una chitarra elettrica per poter suonare come Noel Gallagher; nel frattempo con la mia chitarra classica scassata suonavo un po’ di tutto, dalle classiche “canzoni da spiaggia” (i vari cantautori italiani, compresi i Ligabue del caso…lo so è stato un periodo di sbandamento
) ai Coldplay, agli stessi Oasis in unplugged.
Quando la chitarra è arrivata, ci ho suonato su quasi tutto quello che gli Oasis avevano scritto. Arrivò poi l’estate che andava tra, se non sbaglio, IV ginnasio e I liceo, passata a scaricare da Kazaa tutta la discografia dei Blind Guardian, a cui ero arrivato di traverso dopo la lettura de Il Signore degli Anelli (altra tappa importante della mia vita), poichè i bardi di Krefeld avevano più volte tratto ispirazione da Tolkien, fino a dedicare un album intero (Nightfall in Middle-Earth) a Il Silmarillion.
Ah…il metal melodico era diventata la nuova fontiera della mia cultura musicale, tutto il resto era cacca. A quel punto la mia evoluzione musicale camminava entro i confini del metallo, dai classici ManowaR fino ai Metallica e poi ai Rage.
Poi arrivò il periodo Epic (Manilla Road, gli immensi Virgin Steele, Warlord, Omen ecc. ,oltre naturalmente ai ManowaR).
Poi la folgorazione di quel gruppo straordinario, gli Opeth: musica unica che non riesco a catalogare con facilità (progressive death metal mi suona male e soprattutto non rende l’idea).
Grazie ad un amico chitarrista di Viareggio ho poi scoperto gli Whitesnake e l’Hard Rock di classe degli immortali Deep Purple, inoltre ho approfondito i grandi chitarristi come Van Halen, Steve Vai e Joe Satriani tra gli altri; ho sconfinato nel Southern Rock (Lynyrd Skynyrd, ZZ Top) e sono stato richiamato all’origine della musica moderna, al solo genere che rimane immortale e che, pur essendo sostanzialmente lo stesso dall’inizio del ‘900 non smette mai di regalare emozioni: il Blues! In questa fase mi sono fatto accompagnare da Gary Moore.
I Dire Straits sono solo l’ultima mia “moda”, e devo dire che Mark Knopfler mi fa godere come un gatto in calore quando tocca le corde della sua chitarra in quel modo inimitabile.
Buon luogo, congratulazioni, il mio amico!